Edilizia circolare: la sostenibilità parte dal trattamento e lo smaltimento dei rifiuti da cantiere

L'edilizia circolare, così come l’edilizia consapevole, è un tema sempre più attuale, che si rifà al più ampio concetto di economia circolare. In questo ambito, i materiali tecnici altrimenti di scarto possono essere rivalorizzati e riutilizzati per la generazione di nuove materie prime.
Applicata al settore delle costruzioni, quindi, l’edilizia circolare si propone come un rivoluzionario modello di sviluppo sostenibile per ridurre al minimo l'impatto ambientale del settore, e massimizzare l'efficienza delle risorse. Da costruzioni, ristrutturazioni e demolizioni deriva infatti il 47,7% dei rifiuti prodotti in Italia (circa 59,4 milioni di tonnellate, di cui 5,5 milioni di tonnellate solo dalla Regione Veneto). Con le pratiche di riciclo e rigenerazione dei materiali tipiche dell’edilizia circolare, la maggior parte di questi può quindi essere trasformata in nuove risorse.
Principi fondamentali dell’edilizia circolare
L’edilizia circolare, o l’economia circolare in edilizia si basa su due principi fondamentali:- Utilizzo di materiali sostenibili. La scelta dei materiali gioca un ruolo cruciale, dando priorità a materiali riciclati, riciclabili e a basso impatto ambientale come cemento riciclato e bioplastiche, ma anche a materiali riutilizzabili come il legno o i materiali isolanti.
- Gestione intelligente ed efficiente delle risorse. L’edilizia circolare punta anche a un uso consapevole ed efficiente delle risorse, in primis quelle energetiche: riciclare i materiali già impiegati nel settore delle costruzioni consente infatti di ridurre i consumi di energia per la produzione di nuove risorse, e contestualmente quelli idrici e le emissioni di CO2.
I materiali che possono essere riciclati
Rivolgendosi a ditte specializzate nel trattamento dei rifiuti come Oliboni Group è possibile riciclare o riutilizzare una vasta serie di materiali:- Rifiuti CER 17.01.00 – cemento, mattoni e ceramiche. Materiali leganti di edifici e infrastrutture, mattoni e rivestimenti ceramici, oltre a pavimenti e decorazioni non pericolosi e non contaminati da amianto e metalli pesanti possono essere riutilizzati come nuovi materiali da costruzione (le mattonelle dei pavimenti, per esempio, ma anche eventuali sanitari, tegole e mattoni), oppure trasformati in inerti per il riciclo.
- Rifiuti CER 17.02.00 – legno, vetro, plastica. Legno, vetro e plastica sono tra le componenti più facilmente riciclabili all’interno dell’ampio gruppo dei rifiuti da cantiere. Il legno proveniente da strutture edili e mobili può infatti essere riutilizzato nella realizzazione di compensato, pannelli in truciolare o combustibili e composto, una volta trattato per accertarsi che non contenga residui chimici superficiali. Il vetro e la plastica, invece, possono essere ampiamenti riciclati, per utilizzi sempre più versatili come materie prime.
- Rifiuti CER 17.06.04 – materiali isolanti e da costruzione. Fibra di vetro, lana di roccia, polistirene e poliuretano espanso, ma anche la più ecologica fibra di cellulosa trovano ampio impiego nel settore edile come materiali per l’isolamento termico e acustico degli edifici, oltre che in alcune applicazioni antincendio. Questi materiali possono quindi essere riciclati per realizzare nuovi isolanti compositi, quando non direttamente riutilizzati, con il vantaggio di essere rimossi dall’ambiente, dove potrebbero inquinare il suolo, le acque, e persino l’aria che respiriamo.
- Rifiuti CER 17.09.04 – rifiuti misti. Pezzi e frammenti di tegole e mattoni, calcinacci, macerie non recuperabili per altri utilizzi diretti possono trovare comunque impiego come inerti. Sottofondi e pavimentazioni stradali, riempimenti e colmate, piazzali industriali e anche calcestruzzi, o miscele miste e betonabili sono tutti realizzati a partire dai rifiuti misti dall’attività di costruzione e demolizione, capace di dare nuova vita anche ai materiali più impensabili.